AiKiDo, Ki-AiKiDo. In Giappone, ma in generale in oriente, un insieme di circostanze geografiche, storiche, culturali, ecc., sono state per secoli contesto ideale dell’incessante processo evolutivo di molte scuole di arti marziali.
Costante ricerca in ogni ramo del sapere, dettata dalla continua competizione per la sopravvivenza stessa delle scuole, spinte a raffinarsi nella propria specializzazione ma in un continuo influenzarsi a vicenda.

Ueshiba Morihei

(1883-1969)

E’ all’apice del processo sopra descritto che, grazie al genio del Fondatore, il Maestro Ueshiba Morihei (1883-1969), nasce l’Aikido.
Il carattere e le forme fondamentali di questa arte marziale affondano le radici nell’insegnamento di Sokaku Takeda, grande maestro di Daito Ryu Aiki jutsu, esperto nell’arte della katana e del jo, il bastone corto, di cui Ueshiba fu, dal 1905, uno degli allievi prediletti.
Ma l’Aikido, parallelamente alla trasformazione di altre discipline derivate dall’esercizio militare, assume, all’inizio del Novecento, caratteristiche del tutto diverse, ove l’accento è posto sul valore di formazione culturale ed etica e sulla ricerca di una dimensione psico-fisica individuale che solleciti ciascuno ad una percezione più ampia della realtà.
Non fu casuale, in questo senso, l’incontro di Ueshiba Morihei con Onisaburo Deguchi, a capo del movimento religioso shintoista denominato Omoto-kyo (l’insegnamento della Grande Origine). L’ispirazione pacifista e l’idea della necessità del disarmo universale portarono presto allo scontro con il governo giapponese e alla dissoluzione del gruppo; ma la matrice non violenta venne lasciata in eredità alla disciplina che Ueshiba Morihei stava elaborando, all’Aikido, come via (Do) per lo sviluppo dell’armonia universale (ai-ki).

Koichi Tohei

(1920 – 2011)

Risale alla fine degli anni ’70, dopo avere già insegnato negli Stati Uniti con grandissimo successo (dal 1953 al 1971), il primo stage europeo di Koichi Tohei, l’allievo di Ueshiba che, introdotto dal fondatore nella pratica della disciplina sin dal 1939, ne era divenuto uno degli interpreti più originali e capaci. In breve tempo, Tohei aveva raggiunto il massimo grado (10° Dan) ed era divenuto il capo degli istruttori; parallelamente, aveva sviluppato una propria personale esperienza praticando le forme di respirazione misogi, della meditazione zazen e avvicinandosi alle concezioni di Tempû Nakamura, il primo maestro ad introdurre lo yoga in Giappone e a promuovere esercizi di meditazione e di pratica nell’intento di sollecitare la consapevolezza della fondamentale unità di mente e corpo.
L’accento venne posto da Tohei sulla pratica del ki, sia nelle modalità di meditazione e respirazione sia nell’esecuzione delle tecniche: una pratica che, oltre i confini del dojo, poteva essere sviluppata nella vita quotidiana stessa, fino a divenire parte integrante della personalità dell’allievo.
Nasce così lo Shin Shin Toitsu Aikido, l’Aikido con mente e corpo coordinati e una metodologia appositamente messa a punto che ha reso più facile la comprensione di tutti quegli aspetti dell’Aikido che fino a quel momento erano nascosti da un’aura mistica. Dopo la morte di Ueshiba, nel 1971 Tohei fonda una propria scuola con il nome di Ki no Kenkyukai (Associazione per la ricerca del ki), che amplia nel 1974 fino a comprendere lo Shin Shin Toitsu Do (pratica del ki), lo Shin Shin Toitsu Aikido o Ki-Aikido e il Kiatsu Ryoho (metodo di digitopressione per il benessere psico-fisico).

Kenjiro Yoshigasaki

(1951 – 2021)

Partendo dall’Italia, lo sviluppo del Ki-Aikido in Europa è stato da subito affidato all’allora giovanissimo Kenjiro Yoshigasaki.
Nato nel 1951 a Kagoshima, Giappone, Kenjiro Yoshigasaki ha iniziato a praticare Yoga all’età di dieci anni. Più tardi ha iniziato la pratica dell’Aikido e di molte altre Arti Marziali. Ha studiato Buddismo Zen, Nuovo Shintoismo, Cattolicesimo e Islamismo. Nel 1971, in India, ha dedicato un anno allo studio dello Yoga. E’ diventato istruttore di Aikido nel 1973.
Dal 1977 ha insegnato Ki-Aikido in Europa, diventando responsabile di oltre 120 dojo e circa 4.000 studenti in Europa, Sudamerica e Sudafrica.
Quando il suo Maestro Koichi Tohei smette di insegnare intraprende e sviluppa una sua via autonoma pur mantenendo a fondamento della disciplina l’impostazione tecnica originaria.

“Quando comprendo la mia natura,
comprendo la natura delle altre persone.
Quando guardo profondamente in me stesso,
vedo che non voglio combattere e che voglio pace e armonia”.

“Attraverso i miei cinquant’anni di insegnamento dell’Aikido, ho trovato che l’elemento più importante è l’amore e il rispetto. Se seguite me, allora seguite la via dell’amore e del rispetto”.